Il gruppo napoletano del SAE nasce in ottobre 2014, in una caffetteria del Vomero, quartiere collinare della città. L’incontro tra Lucio Baglio, Giulio Maisano, Paolo Falcomatà e Sergio Fiorenza ha dato la propulsione del confronto ecumenico tra laici per i mesi a venire, creando la bozza di un percorso da seguire e la rete di persone da coinvolgere.

Il 3 ottobre c’è stato il primo incontro pubblico: con Stefano Ercoli – esponente del direttivo nazionale SAE – è stato chiarito cosa è e cosa fa il SAE, cosa può fare a Napoli e con chi può farlo. Tante le presenze e gli interventi costruttivi: Rosanna Ciappa della chiesa valdese del Vomero ha sottolineato la necessità di approfondire le tematiche etiche per un confronto serio e profondo al di là delle ipocrisie; Lucio Baglio, a sua volta, ha espresso la volontà di impegnarsi a raggiungere i giovani, magari utilizzando la musica come linguaggio universale che travalica le differenze generazionali; il Pastore Magrì della chiesa valdese ospitante ha poi chiarito che le attività del SAE dovrebbero operare sul territorio coinvolgendo non solo le diverse comunità, ma agendo sinergicamente con le altre realtà ecumeniche già attive nel dialogo interreligioso. Il gruppo ha espresso la ferma volontà di identificarsi in Lucio Baglio come riferimento del SAE napoletano che ha accettato, facendosi poi carico di rappresentarlo negli incontri nazionali (o di decidere un delegato di volta in volta) e di esserne l’animatore sul territorio.

Il 9 novembre a Roma, all’incontro dei responsabili del CGL (Comitato Gruppi Locali), Lucio Baglio riceve il riconoscimento dell’appartenenza del gruppo locale al SAE nazionale.